Cos'è la Cpap e quando va utilizzata?

cpap

Al momento non esistono cure farmacologiche in grado di risolvere le OSAS, o apnee notturne. Ci vuole invece una grande tenacia da parte di chi ne soffre nel seguire le indicazioni dello specialista del Centro del Sonno e cambiare stile di vita. Vale a dire, dimagrire in caso di peso oltre la norma, smettere di fumare, non bere alcolici, consumare cene con alimenti leggeri, che non impegnino la digestione. Ciò nonostante, nelle forme gravi di OSAS tutto ciò non è sufficiente. Per questo, viene prescritta la Cpap, acronimo di Continuous Positive Airway Pressure.

Cosa significa e come funziona

In Italiano, Cpap significa Pressione Positiva Continua delle vie aeree e la traduzione dà già l’idea della sua azione. In pratica, l’apparecchio eroga aria che mantiene aperte le vie aeree ed evita che le strutture anatomiche responsabili delle apnee abbiano lo stato di rilassamento che induce il disturbo. In questo modo, la persona può dormire tranquillamente perché respira bene e di giorno è vigile e attivo, senza episodi di sonnolenza e i problemi di memoria e di attenzione. La terapia ventilatoria Cpap inoltre non ha effetti collaterali, tranne uno stato di secchezza delle prime vie aeree. In genere è un disturbo che si risolve da sé nell’arco di qualche giorno: in caso contrario, viene installato l’umidificatore che umidifica l’aria generata dal dispositivo.

Un apparecchio personalizzato

La Cpap può essere prescritta solo dallo specialista, che sceglie il modello più adatto al singolo paziente, in modo da evitare che interferisca con la qualità del sonno. Il medico inoltre è fondamentale per il training: la persona deve imparare infatti come indossare correttamente la maschera e come svolgere la manutenzione giornaliera dell’apparecchiatura. Tutti i modelli hanno dimensioni contenute, tanto che la Cpap viene tenuta sul comodino accanto al letto.

L’apparecchiatura di base contiene il ventilatore ed è disponibile in quattro modelli differenti, a seconda del funzionamento. I diversi dispositivi comprendono una maschera che viene fissata al viso grazie a delle fasce morbide e collegata all’apparecchiatura tramite un tubo di connessione flessibile.

Modelli di Cpap

Esistono diversi modelli di ventilatori per il trattamento delle apnee:

  • Cpap. È il modello tradizionale e il flusso di aria erogato è a pressione costante.
  • Auto Cpap. In questo caso l’apparecchiatura è in grado di modificare automaticamente il flusso di aria erogato. Viene prescritto in genere ai pazienti che soffrono di apnee solo in determinate fasi del sonno, oppure a chi non tollera l’apparecchiatura tradizionale.
  • Ventilatore Bi-level. Il flusso d’aria ha due pressioni diverse, una per l’inspirazione e l’altra per l’espirazione. Viene preferita quando il paziente soffre anche di BPCO, acronimo di broncopneumopatia cronico-ostruttiva, un’importante malattia respiratoria, oppure è obeso con ipoventilazione. O ancora, quando non viene tollerata la Cpap classica.
  • Ventilatore servo-assistito. È una versione particolare del ventilatore Bi-level, che il medico prescrive quando i disturbi respiratori del sonno sono causati dall’insufficienza cardiaca oppure da malattie che colpiscono il centro del respiro.

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